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L'importanza dell'attività fisica sul diabete

Studio italiano unico, cruciali i consigli di personale formato
Diabetologia

Con l'aiuto di personale formato pazienti diabetici riescono a cambiare stile di vita, si muovono di più, abbandonando la poltrona e i risultati si vedono: con un'ora in più di movimento al giorno ci sono miglioramenti sostanziali della forma fisica (la capacità cardiorespiratoria e muscolare) che si traducono in una riduzione del rischio di morte e malattie cardiovascolari.  Resi noti sulla rivista JAMA, sono i risultati principali di un lavoro sul campo senza precedenti, tutto italiano, che ha coinvolto 300 pazienti diabetici.  Lo studio è stato condotto da Giuseppe Pugliese, Ordinario di Endocrinologia, Sapienza Università di Roma e Responsabile della UOC di Medicina Specialistica Endocrino-Metabolica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Andrea e da Stefano Balducci, de La Sapienza e Presidente della Associazione Fitness Metabolica O.N.L.U.S., Monterotondo.

"Lo scopo principale del lavoro - spiega Pugliese all'ANSA - era dimostrare la reale fattibilità di cambiare in modo duraturo nel tempo lo stile di vita di persone con diabete, seguendo le linee guida che raccomandano di aumentare l'attività fisica e ridurre il tempo sedentario. Finora una simile ricerca sul campo non era mai stata condotta". E' in corso una vera e propria epidemia globale di obesità e diabete di tipo 2, causate oltre che da diete scorrette anche da attività fisica insufficiente (meno di 150 minuti a settimana) e da sedentarietà, (troppo tempo seduti o stesi), rileva Balducci che esercitano i loro effetti deleteri indipendentemente l'una dall'altra e sono molto comuni tra le persone con diabete di tipo 2. Superare questi comportamenti è tuttavia difficile nella vita reale per la presenza di molteplici barriere, ad esempio per mancanza di informazione e di luoghi dove praticare attività fisica in sicurezza e perché spesso si tratta di pazienti anziani e in sovrappeso che hanno scarsa attitudine al movimento.

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"Questo studio testimonia la possibilità di ottenere risultati a lungo termine su una componente importante, ma molto spesso trascurata, dello stile di vita - commenta Paolo Moghetti, Coordinatore del gruppo di studio intersocietario AMD/SID Attività Fisica e Diabete. Gli aspetti molto rilevanti dello studio sono in particolare due: il risultato è stato ottenuto attraverso un intervento ben organizzato ma che ha impiegato una quantità limitata di risorse ed è quindi riproducibile nella pratica clinica reale e poi vi è stata l'interazione virtuosa fra specialista diabetologo e laureati in scienze motorie, una risorsa importante che abbiamo a disposizione e che dobbiamo impiegare in maniera sistematica per poter conseguire questi risultati"

fonte: jama, Ansa

Diabetologia
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