
Sono cresciuti i consumi del vaccino antinfluenzale (+23,6%), "grazie a un aumento dell'adesione alla campagna vaccinale nel corso del periodo pandemico"
Nel 2020 c'è stata una riduzione del consumo degli antibiotici rispetto al 2019 del 21,7%, "che potrebbe essere attribuita alla modifica dei modelli organizzativi e alla diffusione delle mascherine, che possono aver ridotto la trasmissione delle infezioni batteriche". Mentre sono cresciuti i consumi del vaccino antinfluenzale (+23,6%), "grazie a un aumento dell'adesione alla campagna vaccinale nel corso del periodo pandemico". A evidenziare come la pandemia abbia influenzato, anche indirettamente, il consumo di medicinali in Italia, è il Rapporto Nazionale sull'Uso dei Farmaci in Italia (clicca qui per scaricare il documento completo), presentato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
Resta stabile la spesa farmaceutica nazionale totale è stata nel 2020 pari a 30,5 miliardi di euro. La spesa pubblica, con un valore di 23,4 miliardi, ha rappresentato il 76,5% della spesa farmaceutica complessiva ed è rimasta pressoché stabile rispetto al 2019 (-0,8%). La spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è stata di circa 13,5 miliardi di euro (222,87 euro pro capite), stabile rispetto all'anno precedente.
6 su 10 hanno almeno 1 prescrizione
Sempre nel 2020 poco più di 6 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci. E i consumi crescono con l'aumentare dell'età, tanto che la popolazione con più di 64 anni ha assorbito oltre il 60% della spesa e circa il 70% delle dosi. I farmaci più prescritti si confermano gli antinfettivi per uso sistemico e quelli per l'apparato respiratorio, entrambi in riduzione rispetto al 2019. Mentre al terzo posto, con un incremento del 4,2% si collocano i farmaci del sistema nervoso centrale.
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