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Nicastri, i medici sbagliano le cure Covid: prescrivono farmaci dannosi

"A distanza di due anni alcuni camici bianchi non hanno ancora imparato a utilizzare i farmaci corretti per combattere la malattia"
Infettivologia

Sono trascorsi due anni dall'inizio della pandemia e con tutto ciò che è accaduto (clicca qui per leggere i dati e i costi sostenuti in questi 24 mesi). Oggi possiamo affermare che la situazione sta migliorando grazie a vaccini e a cure innovative. Tuttavia c'è una larga fetta di medici di famiglia che, secondo il professor Emanuele Nicastri, direttore della Divisione di Malattie Infettive ad Elevata Intensità di cura dell'Istituto Spallanzani di Roma, continua "a prescrivere ancora farmaci che si sono dimostrati dannosi dico: per favore, non lo fate. Lo scriva a caratteri cubitali", dice rivolgendosi al giornalista del Messaggero che lo ha intervistato. Come si ricorderà tutto è cominciato proprio allo Spallanzani con i due coniugi cinesi ricoverati il 29 gennaio 2020 a causa del Sars-Cov-2. A distanza di due anni, secondo Nicastri, alcuni camici bianchi non hanno ancora imparato a utilizzare i farmaci corretti per combattere la malattia.

"Iniziammo così a usare il farmaco antivirale Remdesivir, che tutt'ora impieghiamo. Poi utilizzammo il cortisone - spiega l'infettivologo - Quella vicenda ci ha dato un modello. Nelle settimane successive prendemmo cin considerazione anche altri farmaci, che però poi abbiamo accantonato perché abbiamo capito che, per l'evidenza scientifica, andavano abbandonati". In tutto questo si è fatto sentire anche il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, attaccando chi pensava che l'ivermectina fosse utile a curare il Covid allegando l'ennesimo studio che ne prova la totale inefficacia. Nicastri, al Messaggero, se possibile rincara la dose sottolineando come la capacità di essere critici, tra i medici di base, a volte viene meno ancora oggi. "Vedo utilizzare farmaci che non sono efficaci come l'idrossiclorochina".

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"Altra follia per curare il Covid è l'uso di antibiotici, utili soltanto per i batteri", dice il medico. Ecco perchè l'azitromicina "non va prescritto per una infezione che è virale. Così come non serve a nulla usare cortisone a domicilio, perché si peggiora la prognosi", afferma il prof. Nicastri. Non va dato il cortisone perché abbassa le difese immunitarie creando "un'autostrada" per il virus e abbassando del 95% la possibilità di produrre gli anticorpi che spesso e volentieri vincono la malattia. Quand'é che, quindi, il cortisone può essere utilizzato? "Solo quando il paziente inizia ad avere una insufficienza respiratoria e va ricoverato", sottolinea. Oggi, la situazione è senz'altro più rosea: c'è il Paxlovid, farmaco della Pfizer utile nelle prime fasi della malattia. Accanto a questo esistono anche antivirali per via endovenosa e monoclonali di ultima generazione.

Infine, l'infettivologo dedica un pensiero a chi ha deciso di non vaccinarsi, "scelta che non condivido in alcun modo", sottolinea, suggerendo però di non affidarsi a cure domiciliari "contraffatte che non hanno supporto basato sull'evidenza scientifica. Non abbiate diffidenza della classe medica, noi accogliamo chiunque. Anche coloro che non hanno fatto un vaccino. Non condivido la vostra scelta, ma noi medici sappiamo come curarvi". Non è mai troppo tardi per vaccinarsi, comunque: è l'appello di Nicastri che ribadisce come siano i più esposti in caso di malattia e di avere fiducia nella classe medica sin dalle primissime fasi della malattia per evitare, così, un'evoluzione peggiore.

Infettivologia
Commenti
GF
Giuseppe Fariselli
Se confemata, è un'accusa molto grave contro i medici che curano i pazienti a casa. Remdesivir (Vekluri, Gilead, 2000€ per 5 giorni) e Paxlovid (Pfizer, circa 700€), sono, invece, i consigli della scienza, malgrado il mega trial dell'OMS Solidarity critico su Remdesivir.
Rispondi
23/02/2022 09:29

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