
E, sul pronto soccorso, chiede un intervento straordinario per dare maggiore al lavoro dei medici. Sul territorio, potenziare le Usca e affiancare ai medici di famiglia infermieri e altri professionisti
Duemila morti al mese: questo il prezzo per la libertà che deriva dall’allentamento delle restrizioni anti-Covid. Il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, è tornato a ripeterlo ai microfoni di Radio24. L’intervista, a cura di Rosanna Magnano, è andata in onda nei Gr delle 11 e delle 12. Una terza parte, sulla situazione nei pronto soccorso, è programmata per l’edizione delle 13.
"La pressione sulle strutture sanitarie – ha spiegato Anelli - si fa sentire sul territorio in maniera notevole, perché abbiamo oltre un milione di positivi testati ufficialmente e probabilmente un altro milione che non hanno fatto i test ufficiali.
"Essere responsabili – ha continuato - significa oggi proteggere soprattutto le persone più fragili; quindi, mantenere le distanze e lì dove non è possibile mantenere le distanze usare ancora la mascherina il più possibile, nei luoghi naturalmente molto affollati. Questa dovrebbe essere la caratteristica della nostra estate. Ai nostri fragili consigliamo ancora di fare la quarta dose di vaccino, perché aumentare oggi il tasso di anticorpi significa proteggersi di fronte a una reinfezione. E poi l'invito al Governo a essere ancora una volta molto efficiente nel prenotare le dosi del vaccino, del bivalente che dovrebbe arrivare penso ad ottobre".
Infine, la situazione nei pronto-soccorso e sul territorio. Anelli è tornato a chiedere un intervento straordinario del Governo per dare maggiore dignità al lavoro dei medici e dei professionisti sanitari. "Sul pronto soccorso – ha affermato - noi scontiamo delle politiche che sono state sbagliate totalmente negli ultimi 10 anni, la programmazione è saltata completamente. Ci ha messo ora, come dire, una pezza il ministro Speranza, aumentando il numero delle borse di specializzazione, ma avremo gli effetti positivi fra 3 - 4 anni, quindi avremo un periodo ancora difficile".
"Al Governo, noi diciamo questo: serve oggi un intervento straordinario per dare maggiore dignità al lavoro e intervenire con un finanziamento straordinario destinato ai professionisti – ha auspicato - perché oggi solo in questa maniera, riconoscendo il lavoro al pronto soccorso come un lavoro fortemente usurante e poco motivante da un punto di vista proprio economico, si può tentare di risolvere il problema. Le imposizioni, secondo me, difficilmente risolvono la questione del pronto soccorso. Poi bisogna cambiare i modelli di programmazione: non è possibile che ogni volta che arriviamo in estate, o di fronte a una pandemia o una epidemia, andiamo in crisi. Quindi, bisogna prevedere modelli che si possono adattare facilmente con un numero sufficiente di professionisti".
"Sul territorio – ha concluso Anelli - credo che le Usca abbiano assolto il loro dovere in maniera assolutamente egregia. Ora che siamo in una fase di ordinaria organizzazione bisogna potenziarle, attraverso l'utilizzo di infermieri, di altri professionisti che diano una mano ai medici di famiglia che sono stati lasciati da soli".
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