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Mielopatia Spondilotica Cervicale adiacente a due segmenti, quale intervento chirurgico scegliere?

Neurologia

Abstract


La mielopatia spondilotica cervicale (CSM) è una condizione degenerativa della colonna vertebrale cervicale che può portare a danni neurologici a causa della compressione del midollo spinale. Quando coinvolge due segmenti adiacenti, la scelta del trattamento chirurgico è fondamentale per ottenere buoni risultati a lungo termine. Due approcci chirurgici comuni sono: la corpectomia cervicale anteriore e fusione (ACCF) e la discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF). Una recente meta-analisi confronta l’efficacia e la sicurezza di questi due interventi in pazienti con CSM.

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La mielopatia spondilotica cervicale (CSM) è una condizione che deriva da alterazioni degenerative nei dischi cervicali, che portano alla compressione del midollo spinale. Con l’avanzare dell’età, aumentano anche la prevalenza e la gravità delle protrusioni del disco, esacerbando la compressione del midollo spinale ed è stato stimato che circa il 10% degli individui di età pari o superiore a 55 anni ne è affetto. La mielopatia spondilotica cervicale adiacente a due segmenti è il sottotipo più comune, rappresentando il 56% dei casi. Il suo esordio e la sua progressione graduali possono causare danni irreversibili al midollo cervicale, portando alla paralisi degli arti e influenzando significativamente la vita quotidiana. L’intervento chirurgico è raccomandato se, entro 3 mesi, le misure conservative non mostrano miglioramenti per prevenire un ulteriore deterioramento e migliorare la funzione neurologica. Gli interventi chirurgici che hanno mostrato esiti clinici favorevoli sono: la discectomia cervicale anteriore e fusione (ACDF) e la corpectomia cervicale anteriore e fusione (ACCF). La corpectomia cervicale anteriore è una procedura chirurgica che prevede la rimozione di uno o più corpi vertebrali cervicali, insieme ai dischi intervertebrali, al fine di decomprimere il midollo spinale. Successivamente, l’area viene stabilizzata mediante fusione vertebrale, utilizzando innesti ossei o dispositivi di fusione per garantire la stabilità della colonna vertebrale. La discectomia cervicale anteriore consiste nell’asportazione di uno o più dischi intervertebrali che comprimono le radici nervose o il midollo spinale. Anche in questo caso, viene eseguita una fusione cervicale per garantire la stabilità della colonna vertebrale dopo l’intervento. Tuttavia, la superiorità di una tecnica rispetto all'altra rimane un argomento controverso.

In una recente meta-analisi di Chen et al. sono stati valutati entrambi i trattamenti chirurgici, confrontando i benefici e le potenziali complicanze. La ricerca ha incluso dieci studi clinici randomizzati e osservazionali che esaminavano i risultati a breve e lungo termine di entrambi gli approcci chirurgici. I principali parametri confrontati sono: la durata del ricovero ospedaliero, l'angolo di Cobb (indicatore di deformità spinale) e l’indice di T1S (parametro che misura l’allineamento del rachide cervicale).

Il periodo di ospedalizzazione nei pazienti sottoposti ad ACDF è risultato essere più breve rispetto a quelli sottoposti ad ACCF, probabilmente a causa della natura meno invasiva della discectomia rispetto alla corpectomia, che comporta una resezione più estesa dei tessuti. L’angolo di Cobb, che misura la curvatura della colonna vertebrale, risulta migliorato nei pazienti che hanno ricevuto una corpectomia cervicale anteriore.

Questo potrebbe suggerire che la ACCF è più efficace nel correggere la deformità cervicale, ma la fusione post-operatoria rimane un fattore determinante per entrambi gli approcci. L’indice di T1S, che riflette la posizione del rachide cervicale superiore, è stato significativamente migliore nei pazienti sottoposti a ACDF rispetto a quelli che hanno ricevuto ACCF. Questo potrebbe essere un aspetto importante per la gestione a lungo termine della postura e della funzionalità della colonna vertebrale.

In sintesi la meta-analisi suggerisce che sia la corpectomia cervicale anteriore che la discectomia cervicale anteriore con fusione sono efficaci nel trattamento della mielopatia spondilotica cervicale adiacente a due segmenti, con una leggera preferenza per l’ACDF per quanto riguarda la durata del ricovero ospedaliero e il miglioramento dell’allineamento del rachide. Tuttavia, la scelta del trattamento dipende dalle caratteristiche specifiche del paziente, dalla gravità della compressione spinale e dalla presenza di deformità cervicale. Entrambi gli approcci chirurgici sono validi, ma la decisione finale deve essere personalizzata per ogni caso individuale.


Referenze: Chen L. et al. Meta-Analysis of Treatment for Adjacent Two-Segment Cervical Spondylotic Myelopathy: A Comparison Between Anterior Cervical Corpectomy and Fusion and Anterior Cervical Discectomy and Fusion.Global Spine J. 2024 Oct 30:21925682241297586. Online ahead of print. doi: 10.1177/21925682241297586.

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