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Dal Comitato di settore via libera ad Atto indirizzo per rinnovo del contratto dirigenza medica 2022-2024. Tutte le novità

Anaao: "bene l'approvazione. Ora aprire subito le trattative". L'intersindacale denuncia l’inadeguato finanziamento e chiede risorse extracontrattuali nella legge di bilancio. "Non ci sono fondi per coprire l’inflazione del triennio"
Sindacato

Il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha approvato l’atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) (clicca qui per scaricare il testo completo) per la dirigenza medica e sanitaria, valido per il triennio 2022-2024. Il nuovo accordo introduce una serie di misure volte a migliorare le condizioni di lavoro e a valorizzare il ruolo dei professionisti del settore. Tra le principali novità, figurano nuove regole per gli incarichi e le progressioni di carriera, un rafforzamento del riconoscimento della pronta disponibilità anche da remoto, e interventi mirati su ferie e ricostituzione del rapporto di lavoro. Marco Alparone, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, ha sottolineato che l'obiettivo prioritario è "valorizzare al meglio le risorse disponibili" e che, sebbene siano previsti interventi urgenti, temi più complessi saranno trattati nella successiva tornata contrattuale per il periodo 2025-2027.

Alparone ha poi aggiunto che sono in fase di definizione anche gli atti di indirizzo per la medicina convenzionata, con la speranza di avviare rapidamente la trattativa per arrivare a un accordo celere.

Le risorse destinate al rinnovo del CCNL per il triennio 2022-2024 ammontano a circa 1 miliardo di euro, al lordo degli oneri riflessi. Dal 2025, sono previsti ulteriori fondi pari allo 0,22% del monte salari 2021 (circa 36,4 milioni di euro) per superare i limiti previsti dall’articolo 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017. Tra le risorse aggiuntive, ci sono anche 50 milioni per l'incremento dell'indennità di pronto soccorso, 50 milioni per l'indennità di specificità medico-veterinaria e 5,5 milioni per l'indennità di specificità sanitaria non medica, tutte a partire dal 2025.

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Il nuovo atto di indirizzo prevede importanti modifiche al sistema degli incarichi. Tra le misure introdotte, si punta a rafforzare la retribuzione di posizione fissa per rendere più attrattivo l’ingresso dei giovani medici e dirigenti nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Inoltre, verranno introdotti obiettivi aggiuntivi che potranno essere valorizzati economicamente attraverso la parte variabile. È prevista anche la possibilità di esonerare i neoassunti specializzati dal periodo di prova, evitando la perdita di incarichi a tempo determinato già conferiti. Per gli incarichi di alta specializzazione e di altissima professionalità, è prevista una maggiore valorizzazione economica, in base ai risultati conseguiti e alle esperienze maturate. Il documento rafforza anche il legame tra lo sviluppo di carriera e l’utilizzo del fondo per le retribuzioni di posizione variabile, da gestire in collaborazione con le organizzazioni sindacali.

L’atto ribadisce la necessità di applicare in modo rigoroso le normative sull’orario di lavoro, attribuendo maggiore responsabilità gestionale ai dirigenti. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la pronta disponibilità, che ora include anche le attività svolte da remoto in caso di chiamata. In merito a queste attività, sono state introdotte linee guida specifiche per la protezione dei dati e la corretta remunerazione. Un capitolo significativo riguarda le ferie: le aziende dovranno garantire una pianificazione attenta per evitare accumuli e contenziosi, in linea con la giurisprudenza europea. Saranno previste deroghe che consentiranno ai dirigenti di fruire delle ferie residue durante il periodo di preavviso o di usufruirne in modalità frazionata a ore. L'atto interviene anche sul tetto delle prestazioni aggiuntive, delegando alle Regioni la gestione di queste risorse. Inoltre, viene proposta una modifica al sistema di ricostituzione del rapporto di lavoro, con l'eliminazione del vincolo di rientro presso l'ultima azienda datrice di lavoro per i dirigenti che hanno interrotto il servizio. Ciò permette maggiore flessibilità e facilita il reinserimento professionale per chi ha deciso di interrompere la carriera.

L'Anaao Assomed accoglie favorevolmente l’approvazione dell’Atto di Indirizzo da parte del Comitato di Settore che di fatto sblocca lo stallo per il rinnovo del contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari. "In attesa di conoscerne i contenuti nel dettaglio – commenta Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed - auspichiamo che questo passaggio ponga fine alla fase preliminare che si trascina da anni e che si possa aprire nell’immediato il tavolo di trattativa per rinnovare un contratto scaduto già da un anno. Un contratto che abbiamo sempre definito di transizione, come confermano anche le dichiarazioni del Comitato di Settore che ha redatto un testo che si limita a definire la cornice negoziale della nostra Area, riservando ai rinnovi del triennio 2025-2027 la trattazione delle parti che necessitano di ulteriori approfondimenti". "E’ a questa tornata contrattuale, infatti, che tutti guardiamo con maggiore interesse sia per le risorse extracontrattuali stanziate nella scorsa legge di bilancio, sia per analizzare e risolvere le diverse problematiche applicative del contratto attuale intervenute anche a seguito del profondo e veloce mutamento della demografia, del lavoro e delle esigenze dei professionisti ".

Sulla materia è intervenuto anche l’Intersindacale dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari, Aaroi-Emac, FASSID (AIPAC, AUPI, SIMET, SiNaFO, SNR) , Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, FVM-Federazione Veterinari, Medici e Dirigenti Sanitari, Uil Fpl Medici e Veterinari e sanitari, che ha scritto a Ministeri e Regioni per lamentare il grave ritardo per l’avvio delle trattative per il rinnovo del CCNL 2022-2024, causato dall’inadeguato finanziamento e chiede risorse extracontrattuali nella legge di bilancio.  "In rappresentanza di più di 130 mila professionisti e professioniste Dirigenti Medici, Veterinari, Psicologi, Farmacisti, Biologi, Chimici, Fisici e Dirigenti delle Professioni Sanitarie intendiamo manifestare il nostro sconcerto per lo stallo che ormai da 2 anni sta paralizzando il rinnovo del contratto collettivo nazionale", si legge nella nota. "Quello di cui si parla è il CCNL del triennio 2022-2024, ormai abbondantemente scaduto e le cui conseguenze per il mancato rinnovo ricadono sulle spalle dei professionisti e delle professioniste che, ciò nonostante, continuano a garantire un’eccellente qualità delle cure"

"L’onestà intellettuale e l’etica sindacale con la quale cerchiamo di rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori dell’Area, ci costringe a chiarire le condizioni che hanno determinato questo blocco che oggi è oggetto di strumentalizzazioni e disinformazioni" affermano le OO.SS nella nota e chiariscono:  "Da una parte le ripetute dichiarazioni del Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo che vorrebbe - opportunamente - accelerare la chiusura dei contratti e addirittura avviare la contrattazione per il triennio 2025-2027, dall’altra l'attesa dell'uscita dell'atto di indirizzo per il contratto dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari per il triennio 2022-2024 che, pur se annunciata per i prossimi giorni, arriva comunque con un ingiustificato ritardo." "Questo grave ritardo va ricercato esclusivamente nel mancato finanziamento delle risorse necessarie a coprire l’inflazione del triennio. È noto, infatti, che a fronte di un’inflazione calcolata pari al 17%, il Governo ha finanziato un aumento contrattuale per i dipendenti pubblici pari al 5,78%, al di sotto di oltre 11 punti percentuali, tra l'altro anche molto inferiore agli aumenti previsti per tanti contratti privati.  Un grave definanziamento della retribuzione dei professionisti che inevitabilmente sta condizionando l’avvio delle trattative. A complicare la situazione si aggiunge l’iniquità del finanziamento dell’indennità di specificità che, nella legge finanziaria del 2025, è stata riconosciuta, a regime dal 2026, solo per i Dirigenti medici e veterinari e non per i dirigenti sanitari; tale iniquità, se non risolta, rappresenta un ostacolo insuperabile per l’avvio e la chiusura delle trattative". Affermano i Sindacati decisi a chiedere più risorse.

"L’emanazione dell’atto d’indirizzo, cade nel contesto di elaborazione e discussione della legge di Bilancio 2026, in cui abbiamo l’opportunità di affrontare con serietà e responsabilità il nodo "risorse" attraverso l’adeguato finanziamento di risorse extracontrattuali per incrementare l’indennità di specificità medica, veterinaria e sanitaria. Con queste risorse aggiuntive – sottolineano le OO.SS -  si otterrebbe la riduzione del gap con l’inflazione registrata nel triennio, incidendo di fatto sulle percentuali di aumento delle retribuzioni, e al contempo si sanerebbe la sperequazione a tutt’oggi esistente tra le indennità di specificità professionali dei Dirigenti del SSN.  È un’occasione che non possiamo perdere, necessaria a valorizzare realmente tutti i professionisti sanitari, che, in condizioni strutturali, organizzative ed economiche avverse, garantiscono la cura e la salute delle persone. Non è più accettabile il procrastinarsi di questo ingiustificato stallo contrattuale: chiediamo a Governo e Regioni l’impegno a creare le condizioni economiche anche extracontrattuali utili a superarlo, nell’attesa dell’emanazione dell’atto d’indirizzo che dovrà contenere elementi migliorativi sia al livello economico che normativo, in continuità con quanto realizzato con il contratto 2019-2021, a tutt’oggi ancora non completamente applicato in molte Aziende nelle diverse Regioni" conclude l’Intersindacale. 

Sindacato
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