
Per implementare le misure in preparazione alla Legge di Bilancio, il Ministero della Salute prevede la necessità di almeno 3 miliardi di euro. Tuttavia, il ministro Orazio Schillaci ha indicato al collega Giancarlo Giorgetti una cifra più realistica, pari a 2 miliardi, come un "buon risultato". La ricerca di risorse è quindi iniziata, ma l'esito finale è ancora incerto. L'unica certezza è che una parte consistente del finanziamento disponibile sarà destinata al personale sanitario, per attrarre nuovi medici e infermieri e per contrastare la fuga di quelli già in servizio.
Le priorità: assunzioni, incentivi e riforme
Se il bilancio disponibile sarà di almeno 2 miliardi, tra le priorità vi saranno le assunzioni e gli incentivi, che potrebbero beneficiare di 1-1,5 miliardi. Il principale intervento sarà il rafforzamento del personale, con due possibili linee d'azione: la prima prevede il superamento definitivo del tetto di spesa per le assunzioni, basato su un algoritmo elaborato dall'Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ma rimasto finora inutilizzato. In alternativa, si potrebbe procedere a una modifica parziale del tetto, con un aumento del 5%. Sul fronte degli incentivi, il governo intende rinnovare il tentativo di defiscalizzare l'indennità di specificità per i medici, un’iniziativa fallita l’anno scorso, puntando su un abbattimento del 15% dell’imposta o, in alternativa, su un aumento diretto dell’indennità, che attualmente ammonta a circa 800 euro. Per gli infermieri, il cui numero è insufficiente – mancano almeno 70.000 unità – sono previsti incrementi significativi nelle indennità, con l’intenzione di raddoppiare quella di specificità, attualmente pari a circa 80 euro. Inoltre, si studiano soluzioni per facilitare l’accesso degli infermieri alla libera professione, come avviene per i medici con l'intramoenia, e si stanno progettando benefici di welfare per rendere la professione più attraente, vista la crescente difficoltà nel reclutare nuovi professionisti. L'obiettivo è far sì che un infermiere con laurea 3+2, come quelli che saranno formati grazie all’introduzione di tre nuovi corsi di laurea magistrale, possa avvicinarsi agli stipendi di un giovane medico. In un’ottica di lungo periodo, si prevede una riforma della contrattazione del personale sanitario, separandola da quella del pubblico impiego per garantire maggiore flessibilità.
Investimenti nella riforma sanitaria
Oltre ai fondi per il personale, il ministro Schillaci ha indicato l’intenzione di destinare 500 milioni di euro per i DRG (diagnosi correlate), ovvero le tariffe di rimborso per i ricoveri ospedalieri, che non sono più adeguate ai costi attuali. Inoltre, sono previsti 80-100 milioni di euro per il Piano Nazionale per la Salute Mentale, mentre 300 milioni sono destinati al finanziamento del nuovo Piano Sanitario Nazionale, atteso da oltre 16 anni. Un altro settore che necessita di attenzione è quello della specialistica ambulatoriale (visite ed esami), per cui si cerca di reperire ulteriori risorse per aggiornare le tariffe di rimborso, tema al centro delle preoccupazioni di laboratori e strutture private. Infine, si stanno cercando risorse per le infrastrutture ospedaliere, previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per permettere l’installazione delle 3.100 nuove apparecchiature (come Tac e risonanze magnetiche) acquistate grazie ai fondi europei.
Un quadro critico per la spesa sanitaria
La Fondazione Gimbe ha recentemente sottolineato come, con una spesa sanitaria ferma al 6,3% del PIL nel 2024, l’Italia si posizioni al quattordicesimo posto tra i 27 Paesi dell'OCSE e in ultima posizione tra i membri del G7. Questo scenario, definito critico, ha spinto i medici ospedalieri di Anaao Assomed a chiedere "misure immediate" per affrontare la situazione. Intanto, il Partito Democratico ha annunciato una "opposizione dura" alla Legge di Bilancio 2026, contestando la gestione attuale della sanità pubblica.




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