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Paziente fragile e cura personalizzata delle ulcere del piede diabetico.

Diabetologia
Endocrinologia

Abstract


Le ulcere del piede diabetico (DFU) sono una complicanza grave che interessa fino al 15% dei pazienti diabetici, con elevato rischio di riospedalizzazione e amputazioni. La fragilità emerge come fattore chiave nella prognosi, influenzando i tempi di guarigione e la risposta alle terapie. Per questo la gestione deve essere olistica e multidisciplinare, includendo cura delle lesioni, controllo metabolico, valutazione vascolare, supporto nutrizionale e educazione del paziente. La rivalutazione periodica della fragilità, intesa come processo dinamico, consente di adattare obiettivi terapeutici e migliorare la qualità della vita dei soggetti più vulnerabili.

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Il diabete è una patologia cronica potenzialmente invalidante che può colpire diversi organi e comportare costi sanitari elevati, oltre a ridurre mobilità e qualità della vita di chi ne è affetto.[1] Pertanto, le complicanze associate al diabete rappresentano una crescente preoccupazione.[2] Sebbene la gestione clinica si concentri soprattutto sul controllo metabolico e terapeutico, il diabete influisce anche sulla condizione generale e sulle funzionalità dei pazienti.[1]

Le persone con diabete tendono a sperimentare un invecchiamento accelerato, che aumenta il rischio di sviluppare fragilità e sarcopenia in età precoce.[1]

  • La fragilità è una condizione caratterizzata da riduzione delle riserve biologiche di più sistemi e maggiore vulnerabilità a eventi stressanti.[3]
  • La sarcopenia consiste in una perdita di massa e forza muscolare correlata all’età e rappresenta una delle componenti più importanti della fragilità.[1]

Negli anziani con diabete, la prognosi e gli obiettivi terapeutici variano in base al livello di fragilità.[3] La gestione è complicata da comorbidità, ridotta aspettativa di vita e da maggiore suscettibilità agli effetti avversi delle terapie.[3] In particolare, gli anziani sono maggiormente esposti al rischio di ipoglicemia con conseguenze come cadute, fratture, ospedalizzazione, eventi cardiovascolari e mortalità per tutte le cause.[3] Per questo, la valutazione della fragilità dovrebbe essere parte integrante della revisione clinica, così da adattare i target glicemici e i trattamenti.[3]

La fragilità è stata associata a prognosi peggiori nei pazienti con ulcere del piede diabetico (DFU), inclusi i ritardi nella guarigione ed elevati tassi di riospedalizzazione.[1] Strumenti come l’Indice elettronico di fragilità (eFI), la scala di Rockwood e il Timed Up and Go possono essere utilizzati per supportarne la valutazione.[3]

Il diabete coinvolge molteplici sistemi corporei, inclusi il sistema vascolare, neurologico e immunitario.[1] Analizzare come questi sistemi sono coinvolti nelle complicanze del piede diabetico può costituire la base di un approccio olistico alla gestione del diabete.[1] Pertanto, la prognosi e gli obiettivi terapeutici devono essere personalizzati, in particolare nei soggetti fragili.[3]

La cura delle ferite, il controllo delle infezioni, il sollievo dal carico, il controllo glicemico, la valutazione vascolare, le terapie avanzate e l’educazione del paziente sono i trattamenti principali comunemente discussi per le DFU.[1]

La prevenzione nelle complicanze agli arti inferiori diabetici resta la terapia fondamentale.[3] Nelle linee guida del National Institute of Clinical Excellence (2015), viene proposta una strategia utile di stratificazione del rischio che può essere utilizzata per identificare i pazienti maggiormente esposti a complicanze ed amputazioni.[3] È stato dimostrato che l’educazione del paziente è fondamentale nel ritardare l’insorgenza o la recidiva delle ulcere del piede diabetico.[3] Questa comprende informazioni sui principi base della cura del piede, come consigli sull’uso di calzature appropriate e sulla cura delle ferite.[3]

Un’ottimizzazione glicemica ritarda l’insorgenza e rallenta la progressione delle complicanze del diabete.[3] Tuttavia, il controllo deve essere accompagnato da un attento monitoraggio per evitare di incorrere in ipoglicemia.[3] Difatti, gli episodi ipoglicemici possono essere preoccupanti per le persone con diabete e diventano progressivamente più problematici con l’avanzare dell’età.[2]

Nei soggetti più anziani può essere necessario ricorrere a semplificazione, sostituzione o riduzione del regime terapeutico, considerando il livello di fragilità e i valori di emoglobina glicata (HbA1c).[2] Un corretto controllo della glicemia può migliorare la condizione di fragilità.[2] Inoltre, nei casi più complessi di piede diabetico, può essere utile un approccio multidisciplinare che coinvolga diversi specialisti e che integri diverse terapie.[3] In particolare, attraverso l’inserimento del supporto nutrizionale e la valutazione della fragilità nella pratica clinica, i professionisti sanitari possono migliorare gli esiti della guarigione e la qualità della vita di questi individui vulnerabili.[1]

Le ulcere del piede diabetico (DFU) rappresentano una complicanza grave della progressione del diabete, che colpisce circa il 15% dei pazienti.[3] La fragilità è riconosciuta come un importante fattore predittivo degli esiti clinici: per questo gli operatori sanitari devono adottare un approccio olistico, che includa non solo la gestione delle lesioni, ma anche la valutazione e l’ottimizzazione dello stato nutrizionale.[1] La valutazione della fragilità dovrebbe essere una componente di routine della revisione del diabete per tutti gli adulti anziani e gli obiettivi glicemici e le scelte terapeutiche dovrebbero essere modificati di conseguenza.[2] Le strategie preventive sotto forma di educazione del paziente e valutazioni regolari del piede per la malattia vascolare periferica e la neuropatia, insieme alla stratificazione del rischio, costituiscono la base della gestione della malattia del piede diabetico.[3] Dopo ogni intervento, la fragilità dovrebbe essere rivalutata, tenendo presente il fatto che si tratta di un processo dinamico che può migliorare con un adeguato controllo glicemico.[2]

Referenze: 

  • Demir L, Avcı M, Kahraman M, Kılıç S. The hidden impact: frailty and malnutrition in patients with diabetic foot ulcers. J Health Sci Med. 2025;8(2):262-268.
  • Strain WD, Down S, Brown P, Puttanna A, Sinclair A. Diabetes and Frailty: An Expert Consensus Statement on the Management of Older Adults with Type 2 Diabetes. Diabetes Ther. 2021 May;12(5):1227-1247. doi: 10.1007/s13300-021-01035-9. Epub 2021 Apr 8. PMID: 33830409; PMCID: PMC8099963.
  • Lim JZ, Ng NS, Thomas C. Prevention and treatment of diabetic foot ulcers. J R Soc Med. 2017 Mar;110(3):104-109. doi: 10.1177/0141076816688346. Epub 2017 Jan 24. PMID: 28116957; PMCID: PMC5349377.
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