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Schillaci: “Scelte sulle specializzazioni, non mancano i medici ma serve flessibilità”

Sanità pubblica Redazione DottNet | 15/12/2025 10:37

Il ministro della Salute ad Atreju: “Il problema è globale. I giovani chiedono un sistema meno ingessato e più moderno”.

Alcune narrazioni sulla sanità non sono vere: il numero di medici dal 2019 al 2023 è aumentato dell’1,1%". Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante suo intervento pubblico ad Atreju, sottolineando come il tema della carenza di personale vada letto alla luce delle scelte sulle specializzazioni.

"La realtà", ha spiegato "è che da alcuni anni i giovani medici, non solo in Italia ma in tutta Europa, scelgono alcune specializzazioni e non vogliono farne altre.

Al pronto soccorso non è che non vogliono andare solo i giovani medici italiani: non ci vogliono andare i giovani medici né in Europa né in America". Schillaci ha citato anche un confronto con il Segretario di Stato americano dell’amministrazione Biden: "Negli Stati Uniti, come in Italia, la prima scuola di specializzazione scelta è la dermatologia. Si tratta quindi di un problema globale".

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Secondo il ministro, la risposta deve essere "proattiva". "Chi oggi si laurea in medicina" ha aggiunto "e i due terzi ormai sono donne, vuole un sistema più flessibile. Non solo la possibilità di un contratto a tempo determinato, ma una maggiore flessibilità complessiva".

Schillaci ha poi riportato le testimonianze dei giovani medici italiani che lavorano all’estero. "Mi dicono, quasi offesi, che non gli piace la narrazione secondo cui vanno via solo perché li pagano di più. Vanno via perché qui il sistema è ingessato, c’è troppa burocrazia, non riescono a far carriera e non trovano schemi di lavoro più flessibili all’interno del Servizio sanitario nazionale".

"Per questo" ha concluso il ministro "dobbiamo ammodernare un sistema sanitario bellissimo e che il mondo ci riconosce".

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