
Come si chiude la vertenza nel pubblico - pur tra i mugugni della Fp Cgil - così si apre una nuova stagione di mobilitazione nella sanità privata accreditata e nelle Rsa. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 17 marzo, denunciando il mancato rinnovo dei contratti collettivi di settore, scaduti rispettivamente da 8 e 13 anni.
Una situazione che le organizzazioni sindacali definiscono "non più tollerabile".
Contratti bloccati e risorse condizionate
"Non c’è più tempo da perdere – affermano le segreterie – è necessario entrare nel merito delle trattative, con risorse certe e con una disponibilità reale, non solo di facciata".
Secondo i sindacati, le controparti Aris e Aiop subordinerebbero l’apertura e la conclusione delle trattative alla piena copertura economica dei costi del rinnovo da parte di Governo e Regioni. Una condizione che, per Fp Cgil, Cisl e Uil, non può giustificare un ulteriore rinvio dopo oltre un decennio di blocco contrattuale.
Il nodo del differenziale salariale
Al centro della protesta anche il divario retributivo con la sanità pubblica.
"Per una figura come quella dell’infermiere parliamo di circa 500 euro mensili in meno rispetto ai colleghi della sanità pubblica", spiegano i sindacati, sottolineando come il differenziale stia generando una fuga di personale dal privato accreditato verso il pubblico.
Un fenomeno che, secondo le organizzazioni, avrebbe ricadute dirette sulla qualità dei servizi e sull’assistenza alle persone più fragili, in particolare agli anziani ospiti delle Rsa.
Accreditamenti e regole vincolanti
Le sigle chiedono al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni di definire regole certe sugli accreditamenti istituzionali, in modo da rendere automatico il rinnovo dei contratti alle stesse vigenze della sanità pubblica.
L’obiettivo dichiarato è impedire il ricorso al dumping contrattuale e garantire condizioni omogenee per chi opera in strutture che svolgono, di fatto, una funzione di servizio pubblico.
Oltre allo sciopero nazionale del 17 marzo, i sindacati annunciano presìdi territoriali e richieste di ispezioni sui luoghi di lavoro per verificare il rispetto delle condizioni di accreditamento e delle norme contrattuali.
La mobilitazione coinvolge circa 300mila lavoratrici e lavoratori del settore, chiamati in piazza per chiedere il rinnovo di contratti bloccati da anni e il riconoscimento di condizioni economiche e normative ritenute non più rinviabili.




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