
Secondo l’ISS siamo ancora sopra i limiti. Ecco cosa cambia se iniziamo a ridurlo
Ne usiamo più di quanto pensiamo. Nonostante i progressi degli ultimi anni, il sale continua a essere uno dei protagonisti nascosti della dieta degli italiani, ancora oltre le quantità raccomandate. A dirlo sono i dati preliminari del Progetto CUORE 2023-2025, diffusi durante la Settimana mondiale dedicata alla riduzione del consumo di sale.
Dalla pasta al pane, fino ai piatti pronti e ai condimenti, il sale è presente ovunque. E nonostante una maggiore attenzione, finiamo spesso per assumerne troppo rispetto a quanto il nostro organismo necessita, aumentando il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore, patologie renali e osteoporosi.
Quanto sale assumiamo davvero ogni giorno
Secondo l’indagine, nella fascia tra i 35 e i 74 anni, gli uomini consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno e le donne 7,1 grammi. Valori che superano il limite consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità, raccomandato a 5 grammi quotidiani.
E se da un lato c’è chi sgarra, dall’altro ci sono anche i virtuosi: l’11% degli uomini e il 24% delle donne riescono a rimanere entro le soglie indicate. I dati, raccolti in 17 Regioni italiane, indicano inoltre una situazione stabile rispetto al periodo 2018-2019. Guardando al lungo periodo emergono però segnali positivi. Tra il 2008-2012 e il 2018-2019, il consumo medio di sale negli adulti italiani è diminuito di circa il 12%. Questo miglioramento è stato attribuito anche alle campagne di prevenzione promosse dal Ministero della Salute.
Perché incide su pressione e cuore
Il motivo per cui è importante limitarlo è legato a un meccanismo ben preciso. Un consumo eccessivo di sale favorisce l’aumento della pressione arteriosa, perché il sodio trattiene acqua nell’organismo e aumenta il volume di sangue che circola nei vasi.
Quando questa condizione si mantiene nel tempo, la pressione elevata diventa uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari: secondo l’Istituto superiore di sanità è infatti strettamente collegata a infarto e ictus. Su questo tema, sono sempre più numerose anche le iniziative dedicate alla prevenzione e alla diagnosi precoce, come i programmi di controlli gratuiti attivi sul territorio.
La pressione alta, inoltre, sottopone cuore e arterie a uno sforzo continuo. I vasi sanguigni possono irrigidirsi e danneggiarsi, mentre il cuore è costretto a lavorare di più per pompare il sangue. È questo insieme di effetti che, nel lungo periodo, aumenta il rischio cardiovascolare complessivo.
Per questo ridurre il sale non è solo una scelta alimentare, ma un intervento concreto di prevenzione: agire sulla dieta significa intervenire a monte su uno dei fattori più importanti per la salute di cuore e vasi.
Le 5 azioni concrete consigliate
Ridurre il consumo quotidiano di sale sotto i 5 grammi è possibile, anche con piccoli accorgimenti. Il primo passo è diventare più consapevoli: molti alimenti contengono già sodio e nel tempo ci siamo abituati a sapori sempre più intensi, alzando la nostra soglia di percezione.
Per riequilibrare il gusto senza rinunciare al piacere della tavola, si possono usare erbe aromatiche, spezie, aglio e agrumi. È utile anche leggere con attenzione le etichette, per scegliere prodotti con un contenuto più basso e limitare così l’aggiunta durante la preparazione dei piatti, soprattutto quando si utilizzano ingredienti già saporiti.
Altre abitudini semplici possono aiutare. Alcuni trucchetti sono: scolare e risciacquare legumi e verdure in scatola, aumentare il consumo di frutta e verdura fresca ed evitare di portare in tavola il sale o le salse salate, così da non essere tentati di aggiungerlo ai pasti.
Piccoli cambiamenti, grandi risultati
Ridurre il sale non significa rinunciare al gusto, ma imparare a riscoprire i sapori. Anche modifiche semplici, applicate ogni giorno, possono contribuire a migliorare la salute e ridurre il rischio di molte malattie, rendendo la prevenzione una scelta concreta e alla portata di tutti.
Bibliografia
Istituto Superiore di Sanità – Epicentro. Sodio e malattie cardiovascolari: attenzione a ciò che si legge.
Ministero della Salute. Cosa fare per ridurre il consumo di sale.
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