
La diagnostica per immagini si conferma uno degli snodi centrali della medicina contemporanea, ma per sostenere innovazione, ricerca e accesso equo alle cure serve una collaborazione sempre più stretta tra sanità pubblica, privato accreditato e Terzo Settore. È il messaggio emerso durante il convegno “Milano e Roma si incontrano per una sanità pubblica più vicina ai cittadini”, organizzato al Policlinico di Milano con il patrocinio della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM).
L’incontro ha riunito clinici, rappresentanti istituzionali e fondazioni impegnate nel settore salute per discutere del futuro della radiologia medica e interventistica e del contributo delle organizzazioni non profit nel rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
Tra le realtà maggiormente coinvolte figurano Fondazione Leonardo Del Vecchio e Fondazione Roma, impegnate nel finanziamento di ricerca scientifica, tecnologie diagnostiche avanzate e progetti di assistenza sanitaria.
Secondo Ettore Squillaci, responsabile della Diagnostica per immagini dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, la radiologia moderna accompagna il paziente lungo tutto il percorso clinico, dalla prevenzione alla fase terapeutica. “Il sostegno delle fondazioni è diventato essenziale per mantenere elevati standard di cura e garantire accesso tempestivo alle tecnologie più avanzate”, ha spiegato.
Al centro del dibattito anche le nuove frontiere tecnologiche: intelligenza artificiale, imaging molecolare, radiomica e nanotecnologie stanno trasformando la capacità di identificare precocemente le malattie, soprattutto in ambito oncologico.
Per Gianpaolo Carrafiello, direttore del Dipartimento Area dei Servizi del Policlinico di Milano, l’integrazione degli algoritmi di machine learning nella pratica clinica consentirà una diagnostica sempre più predittiva e personalizzata. “La radiologia interventistica, supportata dall’intelligenza artificiale, rappresenta già oggi uno dei pilastri nella gestione del cancro”, ha sottolineato.
Gli esperti evidenziano però come questa evoluzione richieda investimenti continui e modelli organizzativi sostenibili. Da qui la necessità di costruire reti collaborative capaci di integrare ricerca, innovazione tecnologica e sostegno economico del Terzo Settore.
Anche Andrea Laghi, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, ha ribadito la necessità di un sistema sanitario più integrato. “La vera sfida non è solo tecnologica ma culturale e organizzativa: servono modelli capaci di coniugare qualità clinica, sostenibilità ed equità nell’accesso”, ha affermato.
Nel corso del confronto è stato infine ribadito come il Servizio sanitario nazionale resti un pilastro della sanità italiana, ma anche come il contributo di fondazioni, associazioni e Onlus sia oggi determinante per sostenere innovazione, ridurre le liste d’attesa e ampliare l’accesso a diagnosi e cure di alta qualità.



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