
Fallisce il tentativo di conciliazione per il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata AIOP-ARIS. L'incontro al Ministero del Lavoro si è concluso con un verbale di mancato accordo, lasciando irrisolta la vertenza che interessa il personale non medico delle strutture sanitarie private, comprese quelle accreditate con il Servizio sanitario nazionale. FP CGIL, CISL FP e UIL FP confermano la mobilitazione e chiedono un intervento delle istituzioni per sbloccare la trattativa.
A comunicarlo sono Federico Bozzanca, segretario generale FP CGIL, Roberto Chierchia, segretario generale CISL FP, e Rita Longobardi, segretaria generale UIL FP. Il tentativo di conciliazione si è svolto nell'ambito delle procedure previste dalla legge 146/1990, dopo la proclamazione dello stato di agitazione nazionale del 28 ottobre.
Il rinnovo contrattuale e lo scontro sui finanziamenti regionali
Al centro della controversia c'è la richiesta delle associazioni datoriali di ottenere garanzie sulla copertura economica dei rinnovi prima di aprire la trattativa. Secondo la ricostruzione sindacale, AIOP e ARIS subordinano il confronto ai rapporti finanziari con le Regioni, che intervengono nella remunerazione delle prestazioni erogate dalle strutture accreditate.
I sindacati contestano questa impostazione, sostenendo che i lavoratori non possano continuare ad attendere il rinnovo del contratto a causa delle questioni economiche tra imprese e amministrazioni pubbliche. "È inaccettabile che il diritto al rinnovo contrattuale continui a essere ostaggio dei rapporti tra imprese e istituzioni", affermano congiuntamente Bozzanca, Chierchia e Longobardi.
Il contratto nazionale della sanità privata per il personale non medico è scaduto nel 2018. La vertenza riguarda infermieri, operatori sociosanitari e altre figure professionali e tecniche impiegate nelle strutture interessate. Non coincide con quella dei medici dipendenti dell'ospedalità privata, disciplinati da contratti distinti e anch'essi interessati da ritardi nei rinnovi.
Le ricadute sull'organizzazione delle strutture sanitarie
La questione contrattuale interessa anche il funzionamento delle strutture private accreditate, che concorrono all'erogazione delle prestazioni per conto del SSN. Il personale coinvolto nella vertenza partecipa alle attività assistenziali, diagnostiche e riabilitative, operando in équipe con i medici e con gli altri professionisti sanitari.
Il prolungato mancato rinnovo alimenta il confronto sulle condizioni economiche e professionali del personale. Per i sindacati, l'assenza di adeguamenti contrattuali rischia di aggravare le difficoltà di valorizzazione delle professionalità impiegate nel settore. Non sono invece documentate, nel comunicato relativo alla conciliazione, specifiche riduzioni delle prestazioni o interruzioni dei servizi direttamente conseguenti alla vertenza.
Le organizzazioni sindacali richiamano anche la responsabilità delle istituzioni pubbliche nella regolazione dei rapporti con la sanità accreditata. In particolare, criticano l'assenza del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni all'incontro di conciliazione, considerandola significativa rispetto al ruolo che questi soggetti svolgono nel finanziamento e nella regolazione del settore.
RSA, rinnovi attesi da 14 anni
Accanto alla vertenza della sanità privata, FP CGIL, CISL FP e UIL FP richiamano la situazione delle residenze sanitarie assistenziali aderenti ad AIOP e ARIS. Secondo le organizzazioni sindacali, il personale delle RSA attende il rinnovo contrattuale da 14 anni, in un contesto caratterizzato da un'elevata domanda assistenziale e dalla necessità di garantire continuità delle cure alle persone anziane e fragili.
Si tratta di una vertenza distinta, per la quale sono in corso specifici confronti contrattuali. I sindacati chiedono un'accelerazione delle trattative e un riconoscimento economico e professionale del personale impegnato nell'assistenza residenziale.
Mobilitazione confermata dopo il mancato accordo
Il fallimento della conciliazione rappresenta un ulteriore passaggio della mobilitazione nazionale avviata nelle settimane precedenti. I sindacati non hanno indicato nel comunicato del 3 novembre una data per uno sciopero nazionale, ma confermano la volontà di proseguire con le iniziative consentite dalla normativa.
"Il mancato accordo rafforza le ragioni della mobilitazione che abbiamo avviato", dichiarano i tre segretari generali, chiedendo un'assunzione di responsabilità da parte delle associazioni datoriali e delle istituzioni.
La vertenza resta quindi aperta su due fronti: il rinnovo del contratto del personale della sanità privata e quello dei lavoratori delle RSA. Il confronto sui finanziamenti regionali rimane uno degli elementi centrali dello stallo, mentre il mancato accordo al Ministero del Lavoro conferma l'assenza, per il momento, di una soluzione condivisa.

Il sindacato chiede al Ministero formazione gratuita e tempi riconosciuti per i convenzionati. Il decreto introduce nuovi percorsi ECM sull'intelligenza artificiale.

Il segretario nazionale Andrea Bottega critica la legge di Bilancio 2027: nessun aumento retributivo specifico e misure insufficienti contro la fuga dal SSN.

Il sindacato denuncia l'assenza di misure per i rinnovi contrattuali: nelle strutture Aiop l'ultimo accordo risale al 2005, mentre quello Aris è scaduto nel 2023.

Di Silverio raccoglie il richiamo di Mattarella alla tutela della sanità pubblica e chiede interventi immediati nella manovra su stipendi, personale e lavoro ospedaliero.
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