
Il rapporto, presentato alla Camera, traccia una fotografia dettagliata degli effetti demografici del fenomeno di invecchiamento in Italia e nel mondo, ma soprattutto analizza gli aspetti legati al rapporto tra anziani e condizioni di salute, assistenza dentro e fuori la famiglia, invecchiamento e attività lavorativa. Proprio da quest'ultimo aspetto emerge un dato interessante secondo il quale oggi il 30,6% della popolazione va in pensione prima ancora di aver compiuto 65 anni (il 69,4% dei pensionati ha più di 65 anni). Riguardo invece al dato relativo alla spesa pensioni, previdenza e assistenza, il rapporto evidenzia come questo dato rappresenti il 15,8% del Pil (233 miliardi), quando la media Ocse è del 7%. Una cifra notevole, dunque, se si considera che a 65 anni il 57% circa della popolazione e in buono stato di salute, pur manifestando la presenza di una malattia cronica (65,4%) o di due (35,7%).
Il Rapporto sulle 'Condizioni e il pensiero degli anziani', dal quale emerge che gli anziani poveri aumentano del 10% ogni anno, e che il 15% delle famiglie con un anziano non ha denaro sufficiente per le spese mediche, evidenzia anche come l'aumento delle aspettative di vita, la riduzione della mortalità e la bassa natalità stanno lentamente ma progressivamente rivoluzionando i legami familiari. Il 48,7% degli italiani tra i 50 e i 59 anni, infatti, ha almeno un genitore in vita, e il 62,2% delle persone della stessa classe di età fa parte di una rete familiare a tre o più generazioni.


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