
L'annuncio è stato dato a Milano in una conferenza stampa sul tema dei 'biosimilari', che rappresentano nei confronti dei farmaci biotecnologici quello che i 'generici' sono per i comuni farmaci di sintesi, ma con sostanziali differenze. In particolare, sia Zarzio che Granulokine sono farmaci a base di 'filgrastim', fattore di crescita prodotto con la tecnica del Dna ricombinante che rappresenta un fondamentale strumento terapeutico nel trattamento di supporto di numerosi tumori. Una volta scaduto il brevetto, Amgen non può più rivendicarne solo a sè la produzione. Sandoz ha quindi potuto produrre un farmaco con proprietà terapeutiche 'biosimilari'. Ma se al 'generico' di un farmaco di sintesi, piccola entità molecolare facilmente riproducibile, si chiede che contenga il principio attivo in un range di quantità dal meno 20 al più 20%, molto di più si pretende da un 'biosimilare', che deve riprodurre un medicinale biotecnologico. ''Se per i generici è sufficiente un'autorizzazione nazionale ¿ spiega Pier Luigi Canonico, preside della facoltà di Farmacia di Novara - ai biosimilari si chiede l'Ok dell' Emea, l'ente di controllo europeo, che vuole studi preclinici e studi clinici di confronto per stabilire l'equivalenza terapeutica, quasi come fosse un nuovo medicinale''.




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