
Yuan-Soon Ho e il suo team hanno così scoperto che, quando le cellule malate vengono a contatto con la nicotina, il tumore progredisce. Viceversa, riducendo i livelli della sostanza, la crescita tumorale viene inibita. Insomma, il nuovo studio rappresenta una brutta notizia anche per le aziende che producono gomme da masticare, cerotti e device elettronici a base di nicotina, strumenti oggi largamente utilizzati per liberarsi dal vizio del fumo. Gli esperti sono però cauti: la ricerca è stata effettuata sulle cellule provenienti da pochi pazienti e sono necessari ulteriori approfondimenti. In un editoriale d'accompagnamento all'articolo, Ilona Linnoila del Center for Cancer Research del National Cancer Institute evidenzia che "questa indagine suggerisce non solo che il tabagismo potrebbe essere correlato con la carcinogenesi nella mammella, ma anche che la nicotina potrebbe contribuire sia direttamente al meccanismo molecolare di carcinogenesi, sia indirettamente 'spingendo' le persone a fumare. La migliore comprensione di questo processo porterà a nuove armi contro gli effetti tossici del fumo", assicura.
Bibliografia: Yuan-Soon Ho et al. Overexpression and Activation of the
9-Nicotinic Receptor During Tumorigenesis in Human Breast Epithelial Cells. JNCI Journal of the National Cancer Institute 2010 102(17):1322-1335

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Uno studio identifica un asse di segnalazione indipendente dai nutrienti: le mutazioni di ATP6V1B2 possono sostenerne l’attivazione e favorire la proliferazione neoplastica.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c

Nello studio di fase 3 DeLLphi-305, la combinazione in mantenimento di prima linea ha portato la sopravvivenza globale mediana a 21,1 mesi, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab, nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio
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