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Psicologo accanto al medico di base, arriva una proposta dall’ordine

Psicologo accanto al medico di base, arriva una proposta dall’ordine
Medicina Generale

 Sulla base di alcune pubblicazioni - ricorda una nota - è noto infatti che almeno il 50% delle richieste di assistenza per un sintomo somatico che arrivano ai medici di medicina generale, nasconda in realtà disagi di tipo relazionale o esistenziale. Le più recenti tendenze della psicologia e della psicosomatica indicano inoltre che qualunque tipo di problema venga portato al medico può trovare migliore soluzione se, oltre a essere considerato in termini biologici, viene inquadrato nel contesto relazionale e nel ciclo di vita del paziente. L'accesso volontario e diretto a uno psicologo è reso difficile dai pregiudizi sociali, che fa sì che il contatto con l'utente avvenga in fasi del disagio tardive. A conferma di questa difficoltà, un recente studio dell'Ordine degli psicologi (Ponzio, 2008) ha mostrato che solo il 5,5% della popolazione adulta ha avuto nel corso della sua vita un contatto professionale con uno psicologo. Secondo gli esperti, non solo è opportuno, ma necessario offrire un'assistenza adeguata ai cittadini, con l'introduzione di uno 'Psicologo di base' a fianco del medico di medicina generale. Tale esperienza è stata sperimentata dalla scuola di specializzazione in Psicologia della salute dell'università Sapienza di Roma. Dura ormai da 10 anni e ha coinvolto 10 studi medici, di Roma, Orvieto e Rieti, per un periodo di 3 anni ciascuno. La copresenza dello psicologo di base con il medico di medicina generale risulta del tutto fattibile, ha riscosso il gradimento della grandissima maggioranza dei pazienti e ha comportato un numero esiguo di invii a operatori della salute mentale, dissipando quindi il timore di un incremento di richieste ai servizi specialistici con conseguente aumento di spesa. Ogni psicologo nel corso di 3 anni ha incontrato circa 700 pazienti, è intervenuto in 120 casi, in modo più approfondito in circa 15. In un caso in cui è stato possibile conoscere la spesa farmaceutica relativa allo studio medico prima e dopo l'ingresso dello psicologo, si è riscontrato un risparmio del 17%, pari a 75.000 euro in un anno. E' ipotizzabile un risparmio analogo sulla spesa per indagini strumentali e ricoveri ospedalieri. "Nel panorama della professionalità psicologica - sostiene Raffaele Felaco, presidente dell'Ordine degli psicologi della Campania - la proposta di istituire lo 'psicologo di base', nel suo evidente accostamento al medico di base, può provocare una reazione di sorpresa, eppure è del tutto realistica: è stata presentata come progetto di legge al Parlamento. I resoconti da molte Nazioni indicano che i medici di famiglia o i pediatri sono consultati per problemi mentali e comportamentali più spesso di psicologi o altri operatori specializzati nella salute mentale. Per sfruttare appieno questa opportunità, sarebbe utile che gli psicologi avessero una collocazione più capillare e penetrante nel sistema di cura della salute". Clicchi qui per partecipare al poll.

Medicina Generale
Commenti
MR
Maria Stefania Rao
Leggo tra i commenti che le priorità della sanità sono altre e che questa proposta viene definita nel migliore dei casi "fantasiosa" ,invece avendo lo psicologo di base il risparmio della spesa sanitaria sarebbe enorme, sapete quanti farmaci inutili vengono prescritti ai pazienti e quanti ricoveri inutili avvengono quotidianamente per problematiche psicologiche non riconosciute dai medici e invece risolvibili con poche sedute di sostegno psicologico? M.S.Rao
Rispondi
05/04/2011 10:24
LC
Luigi Casadei
L'intervento di Andrea Costanzo: più lo leggo e più sento che mi fa bene! Grazie
Rispondi
04/04/2011 16:37
DA
Diego Albieri
Sì, mi pare che fosse in Campania che hanno trovato i fondi per finanziare, persino un corso per aspiranti "veline". Con tutto il rispetto per gli psicologi, credo che le priorità della sanità italiana siano altre.
Rispondi
01/04/2011 20:08
PR
Paolo Reveanne
Ma quanta fantasia ha la Regione Campania! Ma come fa a trovare modi sempre diversi e contempooraneamente idioti di dilapidare il denaro pubblico creando falsi bisogni e nuovi posti di lavoro assolutamente inutili. Si capisce bene perchè sia tra le peggiori realtà sanitarie regionali sia in termine di bilancio che di efficienza! Paolo Reveanne
Rispondi
01/04/2011 11:17
AC
Andrea Costanzo
Mi sembra un’idea fantastica, anche se purtroppo ancora “grezza”. Infatti, è noto che molte delle problematiche psicologiche hanno base nella sessualità. Pertanto, la proposta dovrebbe essere migliorata: gli psicologi siano dotati anche di un elenco di escort – femmine e maschi, ovviamente – “di base”, per poter fornire una completa assistenza. Non possiamo poi negare che molti disagi esistenziali, specie in questi tempi di crisi, dipendono da problematiche economiche. Pertanto, occorrerebbe affiancare medico di base e psicologo con un consulente finanziario ed un consulente del lavoro. E poi, essendo assodato che, da un lato, gli “animali da compagnia” (compreso il pesce rosso) sono presenti nella maggior parte delle famiglie e che, dall’altro, la pet-therapy ha solidi fondamenti, si potrebbe aggiungere un veterinario specializzato. Ma come dimenticare i conflitti famigliari? E quindi, aggiungerei anche un consulente famigliare. Né tantomeno possiamo omettere che sull’equilibrio e quindi sulla salute dei pazienti (e potremmo fare un’apposita “ricerca” sull’argomento) possono influire anche problematiche condominiali: tipico è il caso dei rumori o delle perdite d’acqua provenienti dai vicini. Pertanto, sono da aggiungere un legale condominiale e un idraulico, sempre “di base”. E non vedo per quale motivo negare importanza – e quindi lavoro – anche ad un “giocoliere musicista di base”, per far rinascere il sorriso. E chi ci garantisce che quell’espressione sofferente sul volto del nostro paziente non derivi in realtà non da uno scompenso metabolico o cardiaco ma da un micidiale “occhio di pernice”. Quindi, ad ogni buon conto, aggiungerei anche un “callista di base”. E così via via fino a raggiungere un centinaio di “terapeuti di base”, a vari livelli di ciarlataneria, volentieri preceduti dallo psicologo con lo stendardo tricolore recante il glorioso motto “volemo lavora’ , abbiamo famiglia”. Di fronte all’alta valenza sociale della proposta, tanto di cappello. Permettetemi di cogliere l’occasione di sollecitare i lettori a contribuire alla raccolta di fondi per dotare una nutrita serie di Pronto Soccorso di materiale sanitario (voci calunniose dicono che il SSN non sia in grado di fornire alcuni trascurabili dispositivi…) o, a piacimento dei donatori, per mantenere aperto il S. Lucia a Roma (pare che anche lì sia una questione di soldi; pare). Con i migliori e più sinceri auguri. Andrea COSTANZO
01/04/2011 00:11

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