
"Si parla tanto dei problemi delle parafarmacie, esercizi collocati nelle zone commercialmente piu' redditizie e di proprieta', per la maggior parte, di societa' di capitale o di gruppi commerciali - osserva Alfredo Orlandi, presidente Sunifar (farmacie rurali) - Nessuno sembra preoccuparsi dei cittadini delle zone rurali e, in particolare, di quel milione e trecentomila persone che abita nei 2.000 comuni con meno di 1.500 abitanti che, in caso di liberalizzazione, rimarrebbe senza farmacia. Questo perche' i titolari delle piccole farmacie rurali, che oggi garantiscono il servizio con grande sacrificio, 24 ore su 24, di notte e nei giorni di festa, in caso di liberalizzazione sarebbero i primi ad andarsene, per trasferirsi nelle zone piu' ricche e tenere aperto solo negli orari piu' redditizi".




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