
E in realtà l'elenco delle malattie che potrebbe essere in grado di scovare è ben più lungo, comprendendo anche ictus, malattie cardiache in generale, infezioni fungine e tubercolosi. Il promettente test costituisce anche un valido esempio di collaborazione europea, infatti è il punto di arrivo di un'intesa tra diversi enti di ricerca del Vecchio continente, attraverso il progetto Elisha su cui l'Unione europea ha investito ben 2,7 milioni di euro e di cui è stato affidato il coordinamento all'ateneo britannico.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Uno studio identifica un asse di segnalazione indipendente dai nutrienti: le mutazioni di ATP6V1B2 possono sostenerne l’attivazione e favorire la proliferazione neoplastica.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c

Nello studio di fase 3 DeLLphi-305, la combinazione in mantenimento di prima linea ha portato la sopravvivenza globale mediana a 21,1 mesi, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab, nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio
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