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Smi: al Sud molte eccellenze nella sanità. Ma occorrono più risorse

Sindacato

La prima sessione,  moderata dal responsabile Organizzativo dello Smi, Ernesto La Vecchia, ha visto gli interventi dei dirigenti nazionali del sindacato, Maria Paola Volponi (responsabile nazionale medicina convenzionata e del territorio) e Mirella Triozzi (responsabile nazionale dirigenza medica) e con le relazioni dei dirigenti regionali delle Regioni: Puglia (Vito Piazzolla che ha illustrato il progetto Nardino sulla presa in carico delle cronicità), Basilicata (Giuseppe Citro sulle strategie regionali contro il diabete), Sicilia (Salvatore Brugaletta sull’assistenza domiciliare e l’integrazione socio sanitaria), Molise (Fedele Clemente sulla rete di emergenza sanitaria tra medicina di base e ospedale), Campania (Raffaele Palombino sull’esperienza di screening del tumor di colon rettale). Inoltre, Enzo Creanza, medico di famiglia ha illustrato la realtà pugliese dei Centri Polifunzionali Territoriali. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe Armenise, con la partecipazione dell’Assessore al Welfare della Regione Puglia Elena Gentile,  dell’Assessore al Welfare del Comune di Bari, Ludovico Abbaticchio, con il direttore dell’Ares 118, Francesco Bux e il segretario nazionale dello Smi e il vice segretario, Salvo Calì e Francesco Medici. Alla fine dei lavori, il segretario nazionale Smi, Salvo Calì, ha sottolineato l’importanza di uscire dalla “logica vittimista di certo meridionalismo, piagnone e senza proposte”,  rivendicando, allo stesso tempo, “la necessità di pretendere adeguati investimenti per ridurre il gap con il nord Italia, puntando sull’estensione delle best practices già esistenti e sulla diffusione delle programmazioni virtuose”. Ha , quindi, rivolto un appello ai partiti e alle Regioni: “Si può fare: eliminare gli sprechi e le logiche clientelari, basta premiare la competenza e dialogare con chi opera in prima linea nel Ssn, cioè i medici. Nel sud esiste buona sanità e il convegno di oggi lo dimostra. Esperienze in settori sensibili e strategici per l’offerta di servizi sul territorio che incontrano il gradimento dei cittadini e che contribuiscono a intercettare le mutate domande di salute di una popolazione che affronta problemi diversi rispetto a trenta anni fa, innanzitutto il nodo della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione”.

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fonte: smi

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