
"Fortunatamente esistono meccanismi di sorveglianza e di riparazione del Dna che ne controllano la qualità e, se individuano alterazioni pericolose, attivano una risposta da parte della cellula per limitare i danni e a riparare le lesioni. Numerose ricerche suggeriscono che difetti in questi meccanismi" salva-Dna "siano correlati a instabilità genomica e allo sviluppo di cellule tumorali". Nel loro lavoro i ricercatori coordinati da Paolo Plevani e Federica Marini, in collaborazione con il laboratorio del Cancer Research Gb, hanno identificato il ruolo fondamentale di alcune proteine che riparano 'tagli' della doppia elica del Dna. Questi danni sono particolarmente tossici per la cellula e, se non riparati correttamente, portano alla perdita di interi cromosomi e a loro ri-arrangiamenti.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Uno studio identifica un asse di segnalazione indipendente dai nutrienti: le mutazioni di ATP6V1B2 possono sostenerne l’attivazione e favorire la proliferazione neoplastica.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c

Nello studio di fase 3 DeLLphi-305, la combinazione in mantenimento di prima linea ha portato la sopravvivenza globale mediana a 21,1 mesi, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab, nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio
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