
E' ipotizzabile che le continue nuove varianti e anche i continui vaccini usati, mantengano in piedi un’attivazione continua del sistema immunitario che alla lunga può andare incontro a risposte imprevedibili
Ho recentemente scritto su questo giornale come dai dati emersi all’ultimo Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Andrologia,tenutosi a Bergamo nello scorso settembre,si fosse evidenziato che una sede di attacco del coronavirus fosse,oltra agli alveoli polmonari,il miocardio,l’intestino,anche i testicoli grazie ad un’affinita della proteina spike del virus con i recettori dell’enzima che converte l’angiotensina 2 (ACE 2) presente negli spermatogoni,cellule del Leydig e del Sertoli.Analogo meccanismo e’ ipotizzabile per il polmone,miocardio ed intestino.L’attacco ai tersticoli determina un fatto infiammatorio (orchite) con danni a carico dell’epitelio germinale e quindi danni alla fertilita’ e danni alle cellule del Leydig, che producono testosterone,con quadri anche di ipogonadismo.
E’ ora di comune riscontro come sia aumentata una sindrome,detta LONG COVID,identificando con questa sigla la persistenza dei sintomi Covid (malessere diffuso,dispnea,cardiopalmo,dolori muscolari ed articolari,alterazioni del gusto ed olfatto,aumento del decadimento psicofisico,etc), presenti anche con tampone negativo,e che si protraggono oltre 3 mesi dalla presunta avvenuta guarigione.Colpisce circa il 35% delle personeche hanno avuto un contatto,anche modesto,col virus,preferisce il sesso femminile,i pazienti anziani o con fattori di rischio aumentati e non risparmia neppure i bambini.
Le possibili cause,non ben identificate, sono messe in correlazione ad iperstimolazione e mal funzionamento del sistema immunitario.
1)riduzione o perdita di risposta del sistema immunitario
2)reinfezione o persistenza del virus o suoi frammenti nei tessuti(un tampone negativo dunque non significa assenza del virus nell’organismo)
3)stress postraumatico e produzione di autoanticorpi
4)infiammazione persistente che iperstimola il sistema immunitario aumentando le citochine che attaccano i mitocondri delle cellule,bassi livelli di O2,attivazione di altri virus.
E’ anche ipotizzabile che le continue nuove varianti e, non escludo, anche i continui vaccini usati, mantengano in piedi un’attivazione continua del sistema immunitario che alla lunga puo’ andare incontro a risposte imprevedibili. Consideriamo che siamo gia’ alla quarta vaccinazione anti Covid e gia’ si parla di una quinta,con aumento continuo di varianti;se a questo aggiungiamo la vaccinazione antinfluenzale, e quella contro l’herpes zoster, aumentato nell’ultimo periodo e forse non a caso,pur non disconoscendo l’utilita’ delle vaccinazioni e’ lecito e direi doveroso porsi il problema di come stiamo affrontando la pandemia e di come affrontare anche quest’altra emergenza correlata.
Prof.dr Diego d’Agostino
Professore a contratto di Andrologia,Specialista in Urologia,Specialista in Andrologia
Gia Responsabile Modulo di Andrologia ospedale Civile di Udine,Andrologo Policlinico Citta’ di Udine
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